Benvenuti :)

Benvenuti a tutti i lettori. Questo blog nasce dalla voglia di creare un' agorà[chiamata:I RAGAZZI DI NELSON] dove poter discutere,riflettere e confrontarsi su argomenti che spaziano dalla cultura all'arte,dalla poesia alla musica,dalla storia alla filosofia,dalla quotidianeità alle domande che ogni giorno ci poniamo ma alla quale nessuno sa darsi una risposta.Tutto ciò per far si che in qualche modo si possa stuzzicare il genio di tante persone che non vogliono fermarsi solo alle apparenze e alle frivolezze che la società impone;ma andare oltre...verso qualcosa che chi ci sta intorno non può darci ma che possiamo trovare in un nostro simile lontano mille miglia da noi. Quindi crediamo in voi per realizzare questo sogno.Cordiali saluti. PS:accettiamo proposte su argomenti su cui volete discutere inviate una e-mail a horation4@gmail.com.

14 maggio 2011

Cercava una soluzione...

e quella lo raggiunse, come spesso succede, sorprendendolo alle spalle, risalendo la via -che di tutte è la più misteriosa- della memoria. Fu come un sottile refolo. Uno spiffero sfuggito ai serramenti dell'oblio.

Ma quando ti viene quella voglia pazzesca di piangere..

che proprio ti strizza tutto, che non la riesci a fermare, allora non c'è verso di spiccicare una sola parola, non esce più niente, ti torna tutto indietro, tutto dentro, ingoiato da quei dannati singhiozzi, naufragato nel silenzio di quelle stupide lacrime. Maledizione. Con tutto quello che uno vorrebbe dire... e invece niente, non esce fuori niente.

12 maggio 2011

Ci sono peccati il cui fascino sta più nel ricordarli che nel compierli

strani trionfi che gratificano l'orgoglio più della passione e danno all'intelletto un intenso senso di gioia, maggiore della gioia che offrono, o possono offrire, ai sensi.

Di innamorarsi sono capaci tutti, e a tutti può accadere.

 Amare una persona è un'altra cosa. Quello l'ho dovuto imparare...

11 maggio 2011

L'"amicizia" è una parola complessa ed ha un significato molto profondo,


quando due anime si riconoscono, perché l'amico è come lo specchio riflette la tua vera essenza e senza un amico ti ritroverai sperduto nell'infinito senza capire dove sei e chi sei.L'amicizia a volte è più forte dell'amore, un amico lo si ha per sempre stretto nel cuore.

Ho pensato che, quando si incontra una persona, quell'incontro crea cose nuove.

 Dà vita a pensieri, riflessioni, sentimenti, azioni, che appartengono solo alle due persone che si sono incontrate. L'amore che circola tra loro deve essere sempre vissuto tutto, in ogni momento. Fino in fondo. Perché l'amore quando circola, quando viene vissuto è leggero e fa sentire leggeri.

Apprezza ciò che sei perché tu sei amore, quell'amore che cerchi in ogni cosa e in ogni dove.

 Accogli ciò che tu sei perché tu sei ciò che cerchi di essere, ciò che tu vuoi essere, tu sei la vita che crea la tua vita. Accetta te stesso, amore del tuo amore, perché tu sei ciò che hai tanto bisogno di essere. Sorridi all'amore che tu emani perché tu sei quell'amore che cerchi in ogni luogo, pace dei tuoi sensi.

Ogni persona che passa nella nostra vita è unica.

ma non ci sarà mai chi non avrà lasciato nulla. Questa è la più grande responsabilità della nostra vita e la prova evidente che due anime non si incontrano mai per caso. ( J. L. Borges.)

10 maggio 2011

La paura

     dà potere a quelli che la usano contro gli altri esseri umani...     

9 maggio 2011

E so anche che un bel giorno io avrò imparato

                             che la luce che brilla dentro di me non significherà poi tanto se non aiuterà a  illuminare le vite degli altri!
Non sentirti sopraffatto dalla pena per la tua salute o per le situazioni in cui ti getta la vita: queste non sono altro che sfide, ed è il tuo atteggiamento verso queste sfide che fa la differenza...

8 marzo 2011

Donna...

La celebrazione dell'8 Marzo ha sicuramente radici lontane. Meno certo è invece il motivo che sta alla base della scelta della data. Secondo la prima versione la scelta della data risalirebbe all'8 Marzo 1848 quando le lavoratrici dell'industria dell'abbigliamento di New York proclamarono uno sciopero a cui parteciparono 30.000 donne, la più grande manifestazione femminile che si fosse mai avuta negli Stati Uniti. Le scioperanti reclamarono il rispetto dei loro diritti politici e sociali, il diritto al voto, la riduzione dell'orario lavorativo e l'istituzione del giorno di riposo.Secondo un'altra versione la festa ricorda una manifestazione avvenuta a San Pietroburgo il 23 Febbraio 1917 del calendario "Giuliano" (da Giulio Cesare) che corrisponde al nostro 8 Marzo, durante la quale le donne russe protestavano per le vie della città contro la fame e chiedendo il ritorno a casa dalle trincee di figli e mariti. Tuttavia la data simbolo è legata al lontano 1908 quando le giovani operaie di una fabbrica tessile di Chicago scioperarono per protestare contro le terribili condizioni disumane in cui erano costrette a lavorare.La protesta si protrasse per alcuni giorni finchè l'8 Marzo il proprietario bloccò tutte le porte della fabbrica ,venne appiccato il fuoco nello stabilimento e morirono 129 operaie.Al di là delle ragioni storiche, l'istituzione della festa in questa data risale alla Conferenza Internazionale delle Donne Socialiste del 1910 in cui si decise di istituire la "Giornata Internazionale della Donna" fissandone la data proprio l'8 Marzo di ogni anno. La giornata inizia ad essere celebrata in varie parti del mondo: in Europa fu tenuta per la prima volta, anche se non in tutti i suoi paesi, il 19 Marzo 1911 su scelta del segretariato internazionale delle donne socialiste. In Italia si iniziò a ricordare questa giornata prima dello scoppio delle prima guerra mondiale. La tradizione si interruppe durante gli anni del fascismo ma fu poi ripresa su iniziativa del Partito Comunista d'Italia domenica 12 Marzo 1922. E nel 1946, con la costituzione a Roma dell'UDI(Unione Donne Italiane) che la giornata viene finalmente celebrata in tutta Italia. Ricordiamo che la manifestazione più importante su svolse a Roma l'8 Marzo 1972 in piazza Campo de' Fiori. Le Nazioni Unite designano il 1975 come "Anno Internazionale delle Donne" e nel 1977 l'assemblea generale delle Nazioni Unite proclamò una "giornata delle nazioni unite per i diritti della donna e la pace internazionale".Le origini di questa giornata non sono assolutamente tali da poterla definire festa.Intende ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, che le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo. Sfortunatamente nel corso degli anni la ricorrenza sta perdendo anzi;ha già perso l'originario significato di lotta e protesta per assumere una connotazione di mero carattere commerciale. Questo è un giorno tanto atteso dai fiorai per la vendita del fiore simbolo della festa, la mimosa che è stata scelta perchè era il fiore più economico di quel tempo e fioriva proprio nei primi giorni di Marzo. Ma è soprattutto atteso dalle donne per organizzare cene con amiche e serate all'insegna del divertimento e della 'trasgressione' che può assumere la forma di uno spettacolo di spogliarello maschile, riproponendo per una volta i ruoli invertiti.A questo punto dobbiamo chiederci se per celebrare la festa della donna occorre comportarsi da uomini...Graziana Fiore        

26 febbraio 2011

L'eterno o il carpe diem?(Omaggio a benigni)

Salve a tutti è da un pò che non si scrive più...sarà il poco tempo,sarà che manca l'ispirazione;non so cosa sarà so solo che giovedì sera guardando benigni mentre faceva l'esegesi all'inno di mameli ha detto parole e frasi troppo belle e troppo profonde.Togliendo la satirà politica che è stata come una lama sottile ma tagliente vorrei mettere a fuoco due punti del suo discorso(che abbiamo già precedentemente parlato in questo blog)...l'amore e il carpe diem.Lui dice:l'amore è come la morte o si ama o non si ama,o sei morto o non sei morto;non si può amare troppo perchè non potresti essere troppo morto...l'amore arriva un punto in cui è eterno.La prima cosa che ho pensato è stato:cavolo è vero.Quante volte noi mettiamo il troppo nelle nostre espressioni che usiamo quotidianamente verso un amico,il partner o i genitori...aggiungiamo un troppo che non serve,non cambia il sentimento,perchè è un out out...noi viviamo lungo una linea di confine;molti mi criticano perchè vedo le cose o bianche o nere,mi obbligano quasi a vedere un grigio...ma secondo me non è così,il grigio non esiste è solo un NO camuffato in SI,è un compromesso che ci obbliga la società,o più che la società coloro i quali circondano la nostra vita...ci adattiamo,se non abbiamo nessuno che ci sorregge ci scoraggiamo...sembriamo tante auto con i pneumatici consumati,non riusciamo a tenere la strada...eppure tanti uomini non sono stati così...coloro che hanno unito l'italia hanno sfidato la vita,le leggi e chi stava sopra di loro...e perchè noi non riusciamo a muoverci?tutti bloccati...tante anime bloccate come nel mito della caverna di socrate.Liberiamoci...viviamo...voliamo liberi.Altro punto è vivere le cose non secondo il carpe diem...che come dice benigni è una cosa triste...su questo punto non saprei...non sempre gli attimi o le occasioni sono tristi o negative,lui parla di vivere le cose come eterne per poterle "gustare"...forse si o forse no?

15 gennaio 2011

certe notti

sabato, musica a palla, Ligabue: "certe notti la strada non conta, quello che conta è sentire che va..." è proprio questo il problema, ci sono proprio certe notti ( o certi giorni) in cui non riesci a capire come e se va avanti la tua strada oppure si arena davanti a un ostacolo, con una scritta che ti indica :"fine del percorso". allora dovresti inventare qualcosa di nuovo, ancora un altro entusiasmo per farti battere il cuore, come direbbe il buon Battiato. è questo aspetto che rimpiango del liceo: il fatto che nessuno ti mette delle verifiche per strada, ti dice se va tutto bene o devi correre ai ripari. passo dopo passo sei guidato, ora invece? autonomia, brivido della libertà o disperato bisogno di un navigatore satellitare? ;)


by Albatros

20 dicembre 2010

a Natale puoi ...

Xmas time, inizia la settimana di Natale, ancora pochi giorni, le ultime attività da sbrigare e poi le tanto meritate, agognate vacanze. alla ricerca di una poesia, di un po' di tenerezza perduta. altrimenti che senso avrebbe festeggiare il Natale? per chi non è credente, è solo un'ode al consumismo e io ogni anno mi riprometto, anche se poi fallisco nell'intento, di non entrare in un negozio nel periodo compreso dal 13 dicembre al 13 gennaio! per chi crede invece, passato l'attimo di meraviglia che ci coglie pensando che l'Eterno si è fatto carne , essere umano come noi , e in fondo in fondo, chiedendosi anche chi gliel'abbia fatto fare, se non un amore fuori misura, il Natale diventa una ricorrenza che ha un suo termine e non lascia il noi un suo eco, se non un vago sapore dolce, come lo zucchero sul pandoro. ma poi capisco questo: Natale serve a tornare bambini non tanto per i giochi o Babbo Natale, quanto piuttosto per recuperare la fiducia nella vita, in un futuro che sembra sempre più nero. il Natale arriva e sovverte tutte le architetture e io, anche se solo per una settimana, voglio continuare a crederlo... e voi?

by albatros

13 dicembre 2010

Mute

Mute phantoms
Ancient sensations fill a lonely soul.
Plenty of questions taint the quiet mind.
Death spreads powerful,
and imagination dreads
the night in which the stars will all become blind.

Is this great storm about to lash out,
painful like the weight of unbearable emotions?
heart looks at the sky ,
but these legs are growing weak,
begging for that planet to bestow bare consolations.

Time tricks out every happiness left,
life embraces thought with a dangerous tenderness.
Warmness of the past,
 unbalance of the future,
the search of immortality breaks up against emptiness.

A phantom melts in the way's dirty shadows,
in a whirling river of silent violent sorrow.
Landscape's black,
and the words white jewels,
voiceless,this dimension hits the being like a quick arrow.

                                                                                                BY
                                                                                              Pentos

25 novembre 2010

24 novembre 2010

Mi volto,guardo la città,le luci che corrono e con essi i pensieri,
mi ritrovo a guardar scorrere la vita dal trapezio di un finestrino.
Cosa siamo in questa società?vado contro il vento,e il vento mi riga il volto;
ecco cos'è la società.
Guarda! un fanciullo!ma quanto è bella la luna,eppure anche io sono stato fanciullo,
ma la luna non la guardavo mai.
Un auto mi sorpassa,ma che corri...goditi sta vita,la fretta mi ha lasciato a mani vuote
 quella belva ci ha lasciato a mani vuote;e cosa mi rimane?
milioni di centimetri di asfalto davanti a me da divorare,prima che arrivi a destinazione e prima ancora
che al sorgere del sole il peso e la frenesia divorino me.